Sono stato a Parigi stanotte. Sono stato in uno di quei bistrot dove non si può più fumare dentro, ma i posacenere sui tavoli li tengono ancora. Ho ricordato tanto. Le passioni, gli amori e le bevute. Sono stato a Parigi stanotte. L'ho rivista tutta in un sorso. L'odore delle sigarette fumate. La pioggia. Oh cavoli, la pioggia di quella città è unica. Non tanto l'odore, ma i colori. I marciapiedi neri. Il ghiaccio invernale. Rue Lepic. Io e tutti gli altri. L'amore l'ho imparato lì, fra un hamburger all'Indiana e un film in lingua originale. Avevo pochi soldi, tanta fame e tanta voglia di camminare.
Sono ritornato a Parigi stanotte. Sono andato e son tornato. Son partito da qui che ero ancora seduto a un pub. Sono rimasto là con i ricordi e mi son fermato. Sono tornato, adesso, con il sorriso sulle labbra. Place de Clichy, la fourche e la linea tredici della metro.
Sono a casa adesso, ma a Parigi ci si torna solo quando è lei a ospitarti. Stasera a Trocadéro, con gli occhi lucidi, la gola in fiamme e la Tour davanti al naso, ci sono stato davvero.
venerdì 13 luglio 2012
lunedì 2 luglio 2012
Hanky prende voce in radio
Grazie all'iniziativa di Francesco Franceschini con il suo programma "Pagine in onda" per radio TNA, uno dei racconti pubblicati su questo blog "Il negozio del fotografo" ha preso voce. Per ascoltarlo basta cliccare qui.
(A.M.)
(A.M.)
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venerdì 8 giugno 2012
Un storia al Black Russian
Prove, provare, provato. L'habitué dei banconi sa di cosa parlo. Il mondo senza una piccola sfida non può esistere. Assaggiare un piatto nuovo, sfidare una tempesta mai incontrata fino a ora o oltrepassare la strada al di fuori delle strisce pedonali. Chi di voi non è mai andato "oltre"? Sì lo so, ci si sente spesso stupidi nel farlo, nel raccontarlo o nel pensarlo. Ma che volete? La vita quotidiana, quella fatta di minuti, larghi e lunghi, quella costruita dai ritmi di chissà quale ufficio è fatta così. Ci si mette alla prova. Si fallisce e si rifallisce ancora. A volte si vince, però. Bello o brutto che sia, tutto ciò che fate o che vi apprestiate a fare deve, in assoluto, essere sempre una sfida. Non ha importanza se tutto fa schifo. Il nuovo, l'incognita, vi farà comunque alzare il sopracciglio, spalancare gli occhi e vi farà dire un sano e rassicurante "ok". Lo so, straparlo e a volte scrivo stronzate. Quello che volevo dirvi, stanotte, è che è giusto lanciarsi. Provate, rischiate e bestemmiate, se le cose vanno male. Nessuno vi toglierà mai dalla testa il fatto di essere stati coraggiosi e pionieri di un modo di vivere privo di paure e carità. I sensi di colpa e gli affanni forzati dovrebbero abitare fuori dalla vostra casa. Quindi andate a correte. Amate un animale. Fidatevi di qualcuno una volta tanto. Prendetevi cura di voi stessi e per l'amor del cielo, fatevi una grande bevuta e una sonora scopata.
Il solito,
Hanky
Il solito,
Hanky
martedì 22 maggio 2012
Giornalista fai da te, fai da me, fai per tre (articolo su Doppiozero)
Il mio articolo per la rubrica "Dolce attesa" sull'infelice panoramica del mondo dei giornalisti abusivi. Ringrazio Angelo Orlando Meloni, Ivan Baio e tutta la redazione di Doppiozero. Buona lettura!
Giornalista fai da te, fai da me, fai per tre (clicca per iniziare la lettura)
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giovedì 10 maggio 2012
Piccolo fragilissimo film
Eravamo come due stanze dello stesso appartamento. Di quei "studio" parigini che tutto sembravano, tranne che una casa lussuosa. Eppure ci si viveva bene. Comodi. Che toccavamo l'uno la porta dell'altra. Aperta e chiusa. Divisi dalla sottile intimità dell'uscio. Pochi metri quadrati per due pazzi scatenati. Se volevi un po' d'affetto, guardavi insieme a lei fuori dalla finestra di una delle due stanze. Poi, quando ci capitava di masticare silenzi, allora, uno dei due si rannicchiava dietro l'angolo della parete in cartongesso e tutto quello che potevi sentire era l'odore delle sigarette fumate a bocca chiusa.
Hanky
Hanky
giovedì 26 aprile 2012
A qualcuno piace falso
Non so voi, ma io ne ho abbastanza. Se i potenti possono permettersi di devastare le buste paga dei lavoratori, non dovrebbero, di certo, abbondare con acquisti inutili riguardo "auto-blu" e quant'altro. Da qui si capisce che la sensibilità del mondo (quella pubblica, mostrata) pare aggiungere al significato del sostantivo "falso" qualcosa in più. E' come se cambiassero i nomi di ogni cosa. Come se, al bancone, ordinassi un whisky e mi servissero una pinta di birra. Sbarelli, urli e t'incazzi. O forse no. Forse, come capita a chi possiede il "nuovo" gene italiano, stai zitto. Ti lamenti con la persona che ti fiancheggia a destra e predichi una moralità insulsa con quello che ti fuma in faccia.
C'è qualcosa che non funziona e questa non è una novità. Adesso, però, funziona ancora peggio. O meglio, mi spiego. Secondo una logica calata dal pianeta Plutone, tutto sembra essere sbagliato ma giustificabile. Per esempio; in meno di cento metri, un bicchiere di scotch varia il suo prezzo di vendita dai quattro ai dodici euro. Tutto normale, direte voi. "Dipende dalla marca e dall'utenza dell'esercizio commerciale", direbbero alcuni amici miei. E' vero. Questa è una norma, logica. Ma la verità è che tu in realtà compri sempre la stessa marca, ma per qualche strano e assurdo motivo, una bevuta ti devasti o meno il conto in banca. E' logico, dicevamo, ma sapete dirmi se è "giusto"? Ok, la giustizia non è matematica e non è applicabile in ogni parte del mondo. Ma qui pare che anche i sentimenti siano aumentati di prezzo. Alcuni, addirittura, sono deprezzati, quando dovrebbero essere merce rara.
Non lo so, a me pare che ci sia una sorta di anarchia giustificata. Gli astemi (e parlo anche dei cinici naturali) sono e si ritengono esenti da meccanismi contorti del genere. Uno è uno e due sono due. Io, invece, penso uno e mi fanno ragionare come se fosse un quattro. Da un dispari a un pari. Da popolo ad affarista singolo. A me, tutto questo, non piace.
Chiudo, scolo l'ultimo bicchiere e vi lascio. Ogni mondo è un mondo a sé e ogni uomo è un pianeta a parte. Scegliete voi in quale vivere.
Il vostro tannico,
Hanky.
C'è qualcosa che non funziona e questa non è una novità. Adesso, però, funziona ancora peggio. O meglio, mi spiego. Secondo una logica calata dal pianeta Plutone, tutto sembra essere sbagliato ma giustificabile. Per esempio; in meno di cento metri, un bicchiere di scotch varia il suo prezzo di vendita dai quattro ai dodici euro. Tutto normale, direte voi. "Dipende dalla marca e dall'utenza dell'esercizio commerciale", direbbero alcuni amici miei. E' vero. Questa è una norma, logica. Ma la verità è che tu in realtà compri sempre la stessa marca, ma per qualche strano e assurdo motivo, una bevuta ti devasti o meno il conto in banca. E' logico, dicevamo, ma sapete dirmi se è "giusto"? Ok, la giustizia non è matematica e non è applicabile in ogni parte del mondo. Ma qui pare che anche i sentimenti siano aumentati di prezzo. Alcuni, addirittura, sono deprezzati, quando dovrebbero essere merce rara.
Non lo so, a me pare che ci sia una sorta di anarchia giustificata. Gli astemi (e parlo anche dei cinici naturali) sono e si ritengono esenti da meccanismi contorti del genere. Uno è uno e due sono due. Io, invece, penso uno e mi fanno ragionare come se fosse un quattro. Da un dispari a un pari. Da popolo ad affarista singolo. A me, tutto questo, non piace.
Chiudo, scolo l'ultimo bicchiere e vi lascio. Ogni mondo è un mondo a sé e ogni uomo è un pianeta a parte. Scegliete voi in quale vivere.
Il vostro tannico,
Hanky.
giovedì 19 aprile 2012
Un disadattato, adattabile!
Blogspot cambia grafica e io non so più leggere il pannello di controllo. Saranno le birre? Forse.Potrei commentarvi la morte del calciatore di Serie B e potrei riportavi tantissimi casi di morte accidentale-sportiva, ma non lo farò. Sono sicuro che voi avete già sviluppato la vostra opinione critica al riguardo e che dei miei commenti non ne avete bisogno. In tv passano Anthony Bourdain (che per chi non lo sapesse è il vero Hanky della cucina mondiale) e io mi sento spaesato, confuso, ubriaco. Ho bevuto un pugno di birre (dico un pugno perché di solito le si afferrano in una salda presa virile) e non mi sento così forte come un tempo. Vorrei essere il Tintin della situazione al mio giornale, ma la verità è che il posto che mi spetta, che mi sono ritagliato, è quello di un anarchico della cronaca. Un dissimulatore musicale. Uno "scassaminchia" pigro e in giacca scura. Il mondo sa essere una vera schifezza gente. Peggio di come lo si possa scrivere. Peggio di come lo scrive Fabio Volo. Peggio di Moccia. Peggio di Bruna Vespa. Forse meglio di Bruno Vespa, ma comunque è una schifezza. La gente puzza di alghe spiaggiate da mesi e i sentimenti umani si stanno abituando alla violenza emotiva. Di gentilezza pura non se ne vede neanche l'ombra. E quando provi a imporla, ti aspetta la peggiore fine: quella del dittatore. Non mi rimane che percorrere le mie strade evitando di prendere la macchina e mangiare carne rossa tutti i giorni e di bere un sano boccale di birra quando la tasca lo permette. Quello che ne rimane non ha valore. Almeno, per me.
Notte gente.
Hanky
lunedì 2 aprile 2012
Carmelo Amenta, pagina ufficiale
E' online, da oggi, la pagina ufficiale di Carmelo Amenta. Vi consiglio vivamente di farci un salto. Annoiati o meno, troverete di sicuro un minuto per far visita al sito ufficiale del blues-man siracusano. L'erba cattiva, come ricorda Carmelo nel suo precedente disco, rappresenta una parte fondamentale delle notti di qualsiasi birrafondaio di ognuno di voi. Gran bella musica, bei racconti e tanto, tantissimo stile.
A voi l'ardua sentenza.
Con affetto.
Hanky
http://www.carmeloamenta.it/home.html
A voi l'ardua sentenza.
Con affetto.
Hanky
http://www.carmeloamenta.it/home.html
sabato 24 marzo 2012
Romeo and Juliet
Esistono momenti strani, particolari. Ci si guarda intorno e involontariamente, nella tua parte fragile della giornata, si vanno a conficcare miriadi di codici decifrati che solo successivamente ritrovi indecifrabili. Sarà il buio della notte. Sarà che la morbidezza dei contorni delle anime di questa città, dovuta alla magia delle ombre, ti fotte e ti svela come semplice e già conosciuta una realtà assurda, priva di un concetto generale e che si amminchia fra le strette fessure dei particolari. I capelli di qualcuno, l'odore sbagliato delle sigarette. Perfino il biondo delle pinte ti sembra familiare, ma diverso. Strizzi gli occhi, ti accigli e tieni le mani in tasca. Bisogna pur mettere al sicuro una certezza, no? I nomi sono gli stessi, ma il sapore, gli odori e le forme sono totalmente diversi. Sbagliati, quasi. Ami questa città e ci passeggi pure sopra. Lei sta zitta e ti guida. Una sensazione strana, dicevo. Come quando ti senti rincoglionito da un sentimento per qualcuno e di botto quel "qualcuno" cambia nome, faccia e pure peso. Contenuto e contenitore. Cos'è più importante? E ancora. La natura di una cosa cambia se le cambi l'etichetta oppure no? Capiamoci. Se sei innamorato del tuo amore per una donna e poi, negli anni, continui ad amarne altre in maniera seriale, cos'è che ti dice che è tutto diverso, che una cosa adesso è nuova? L'amore non è sempre la stessa cosa? Tu che lo provi non sei, forse, capace di creare solo quel tipo di sentimento? Se il corso principale lo intitolano a un fascista, a te, cambia la goduria personale nel percorrerlo? Non lo so. Qui tutto a me sa sempre di tradimento. Un dettaglio può sconvolgere un insieme. Il concetto generale di una cosa non riesce mai a tener fede ai dettagli, infiniti e mutevoli. La ragione di credersi mutabili in lunghe distanze di tempo, ma cementati in quello che si è adesso, a me, pare tutta una fregatura. Si sta insieme e si ha sempre la paura di un tradimento. E quindi, se la gente che vive con me questo posto improvvisamente cambia, aggiunge dettagli e smontano la visione di insieme, non è forse una fregatura? L'inganno di pensare il mondo come un insieme. Non parlo di razzismo, che Lennon me ne scansi e liberi, ma di peculiarità.
Alla radio passano "Romeo and Juliet" dei Dire Straits. Io mi sento un po' Romeo stasera, mentre cambio i miei sentimenti a ogni marcia del motore. Mentre mi fido della mia macchina anche se, al primo acquazzone, i miei tergicristalli mi tradiranno e sarò costretto a fermarmi.
E questo è tutto gente.
Hanky
Alla radio passano "Romeo and Juliet" dei Dire Straits. Io mi sento un po' Romeo stasera, mentre cambio i miei sentimenti a ogni marcia del motore. Mentre mi fido della mia macchina anche se, al primo acquazzone, i miei tergicristalli mi tradiranno e sarò costretto a fermarmi.
E questo è tutto gente.
Hanky
giovedì 15 marzo 2012
Non è l'amore che va via...
Ho girato molti posti. Banconi bagnati e donne che si lamentano dei loro uomini. Ogni posto è differente dall'altro, ma i banconi, di questi tempi, sembrano tutti uguali. Trovi sempre il tizio con i capelli lunghi, umidicci, che si ordina la sua birra e il rochettaro da due soldi che ti professa la sua schitarrata a suon di discorsi sui dischi anni '70. E' vero, il rock a quei tempi era meraviglioso. Strano e paradisiaco. Ma cacchio, io voglio solo stare zitto, al bordo del legno del bancone, a bere e riflettere. Le mie giornate proseguono sempre allo stesso modo. Mi alzo molto tardi, scrivo e poi riscrivo. La notte scrivo ancora e poi bevo. A volte bevo e poi scrivo. Dipende. Aspetto sempre che qualcuno mi interrompa una frase, un dialogo. Qualcuno che interferisca nella frequenza dei miei pensieri. Qualcuno che si reputi più importante, tanto da farlo credere pure a me. E invece no.
Stanotte rileggo Fleming e Hammett. Voglio rileggermi un paio dei loro capitoli. La storia della mia buonanotte. L'unico modo per addormentarmi. Se muore qualcuno, che non sia io, dormo sonni tranquilli.
Fanculo a Kowalsky e fanculo al Drink in Balck & White.
E questo è tutto gente.
Il vostro Hanky.
Stanotte rileggo Fleming e Hammett. Voglio rileggermi un paio dei loro capitoli. La storia della mia buonanotte. L'unico modo per addormentarmi. Se muore qualcuno, che non sia io, dormo sonni tranquilli.
Fanculo a Kowalsky e fanculo al Drink in Balck & White.
E questo è tutto gente.
Il vostro Hanky.
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