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sabato 5 aprile 2014

Sul principio di indeterminazione


Essendo un campione di paragoni strampalati (nel 1973 m'hanno dato pure il Pulitzer per questo) stavo riflettendo sul principio di indeterminazione in relazione all'uomo (due cose facili facili). In soldoni, Heisenberg afferma che è impossibile misurare con esattezza sia la posizione che la velocità di una particella, perché quanto più si cerca di definire con precisione una delle due variabili tanto più diventa impredicibile la misura dell’altra. È una conseguenza naturale della duplice natura delle particelle. 
Ecco, mi faccio persuaso che anche l'uomo abbia una duplice natura (costante in ogni essere umano) e si ostina, inconsciamente, a perseverare in un errore di calcolo, perdendo di vista la misura di una delle sue due parti, sbilanciandosi a favore dell'altra. Così ha origine il sentimento del razzismo, il PD e la mia malattia mentale.



mercoledì 29 agosto 2012

L'arte contro il razzismo

Pensate a un pittore. Un pittore razzista, che per fare i suoi quadri usa un solo colore e un solo pennello. Ha speso tanto nel disegnare il suo quadro e adesso che è il momento di dipingerlo, di renderlo vivo e vitale, ha un solo colore nella sua tavolozza. Dopo le prime pennellate si accorge di aver perso tutto. Il volto di quella donna, non si vede più. Gli alberi, il cielo, gli sguardi della gente sullo sfondo. Niente. Poi, arriva suo figlio. E' piccolo, ma piuttosto sveglio. Guarda dal basso il padre e fa: "Papà, la maestra m'ha detto di disegnare i miei compagni di classe. E siamo tanti in classe. Tutti con la pelle diversa. Chi egiziano, chi italiano, del nord e del sud, chi inglese, francese e pure uno musulmano. Che non so dove si trovi la musulmania, ma musulmano lo è. Lo dice pure Gianni, il mio compagno di banco." Il padre, pittore, ride ma è confuso. "Che vuoi da me?" chiede nervoso. E il piccolino: "Ho pensato che il miglior modo per disegnare tutti è quello di disegnare qualcosa che non ha nazioni, lingue o malanni mentali. Ho pensato di dipingere la musica. Ma io non so dipingere. Tu sì, invece. Ma ti servono tanti colori. Tutti. Anche quelli che non esistono. Con quello soltanto non puoi nemmeno farmi i capelli. Li ho biondi?! Perciò, papà, butta via quel nero e compra tanti colori. Perché se tu non riesci a dipingere la musica, la mia classe scompare. E se scompaiono i miei compagni, scompaio pure io."